Struttura pratica di un protocollo di mappatura
Questa struttura funziona per magazzini GDP, celle frigorifere, aree congelate, frigoriferi, congelatori e altri ambienti regolati. Il formato base può essere simile, ma il contenuto tecnico deve sempre essere adattato all'ambiente, al carico e al rischio.
01Approvazione, obiettivo e ambito
Indicate quale ambiente o quale apparecchiatura sarà valutata, perché si esegue lo studio e quale condizione di stoccaggio deve essere dimostrata. Inserite anche lo stato di qualifica, l'uso previsto e i limiti dello studio.
02Descrizione dell'ambiente o dell'apparecchiatura
Descrivete dimensioni, scaffalature, porte, unità di raffreddamento, flussi d'aria, carichi tipici e ogni fattore che possa influenzare la distribuzione della temperatura. In audit, il lettore deve poter capire il contesto senza spiegazioni a voce.
03Base di rischio e giustificazione
Spiegate perché è stato scelto questo approccio. La GDP richiede condizioni rappresentative e l'ISPE mette l'accento su una strategia basata sul rischio. Per questo il protocollo deve giustificare stato di carico, zone critiche e prove selezionate.
04Punti di misura e posizionamento dei logger
Definite dove saranno collocati i logger e perché. Considerate posizioni prodotto, altezze, porte, pareti esterne, evaporatori, mandata, ripresa d'aria e zone morte. Per supporto pratico, leggete anche quanti punti di misura servono e dove posizionare i data logger.
05Intervallo e durata dello studio
Registrate l'intervallo di campionamento e la durata complessiva. L'OMS indica spesso almeno sette giorni consecutivi, incluso il fine settimana, per i magazzini. Celle e aree congelate vengono invece spesso studiate per 24-72 ore, o più a lungo quando la giustificazione lo richiede.
06Condizione di carico e uso rappresentativo
Specificate se lo studio sarà svolto a vuoto, a pieno carico o con carico simulato. Per l'uso routinario, una condizione rappresentativa è spesso più utile di una misurazione idealizzata senza prodotto e senza aperture porta.
07Prove aggiuntive e situazioni critiche
Includete aperture porta, recupero, commutazione fra unità, periodi di riposo, differenze giorno-notte o altre situazioni operative rilevanti. Queste prove devono essere definite prima dell'avvio della misura.
08Criteri di accettazione
Definite i limiti di temperatura, le escursioni consentite e, se rilevante, i criteri di recupero dopo apertura porta o commutazione impianto. L'ISPE tratta esplicitamente limiti predefiniti ed escursioni come parte integrante della strategia di studio.
09Deviazioni e gestione dei dati
Descrivete come saranno gestiti logger spostati, batterie scariche, perdita di dati, interruzioni di corrente, porte aperte e altre deviazioni. Il protocollo dovrebbe indicare anche come i dati grezzi saranno scaricati, verificati e archiviati.
10Metodo di valutazione e modello di relazione
L'OMS raccomanda addirittura di includere nel protocollo un modello di relazione. In questo modo si garantisce che la struttura del rapporto segua esattamente il disegno dello studio e i criteri di accettazione concordati.